coppia che fa sesso

Sesso tra Amanti: Cosa cerca un uomo nella relazioni Extraconigale

Nel panorama delle relazioni extraconiugali, la figura dell’amante oscilla tra mito, tabù e verità taciute. Al di là degli sguardi indiscreti e delle etichette riduttive, questi rapporti raccontano spesso storie di desiderio, carenze affettive e bisogni inespressi. La psicologia contemporanea, guidata da voci come Jole Baldaro Verde e Aldo Carotenuto, rivela dinamiche profonde che vanno ben oltre la superficie del semplice tradimento.

Come si spiegano la tenuta nel tempo di certi legami, la natura della passione che li alimenta e le difficoltà a trasformare questi rapporti clandestini in impegni riconosciuti? Analizzare cosa cerca un uomo in un’amante, quanto realmente dura la passione, come si muove il cuore dell’innamorato e quali probabilità abbia una storia di sfociare in una nuova vita è oggi più che materia di pettegolezzo, prerogativa della riflessione clinica e sociale.

Cosa cerca un uomo in un amante: bisogni sessuali, emotivi e pratici

Motivazioni ricorrenti: più sesso, varietà, attenzioni

Molti uomini arrivano alla relazione extraconiugale mossi da un ventaglio di spinte che raramente si esaurisce sul piano sessuale. Da sempre, il più sesso e la varietà rappresentano motivazioni principali: un terreno dove cercare ciò che la coppia ufficiale pare non offrire più, tra noia e ripetitività. Ma, come insegna Claudia Praderio, accanto al desiderio fisico pulsa la fame di nuove attenzioni, l’ebbrezza dell’essere desiderati e – spesso – la fuga da frustrazioni quotidiane ben più profonde.

Non si tratta solo di appagamento carnale: il bisogno di sentirsi vivi, indivisi, sicuri di un proprio valore, richiama dritto all’autostima. L’amante diventa, a tratti, una seconda moglie, punto di riferimento emotivo parallelo alla famiglia d’origine, spesso ignara. Un intreccio che, col tempo, rischia di generare una dipendenza affettiva dove la bassa autostima costringe anche l’uomo a reiterare il ruolo, alimentando il ciclo.

Contesti e profili: sposato vs single; ruolo del luogo d’incontro (es. lavoro)

La differenza tra uomini sposati e single che ricercano un’amante segna anche l’intensità e la durata delle storie. Nei casi in cui entrambi sono impegnati, la simmetria di condizione riduce le ansie morali, favorendo un consenso tacito che permette di prolungare la relazione: qui il vincolo familiare non viene minacciato e l’accordo è chiaro – niente obblighi reciproci, meno senso di colpa.

Al contrario, quando l’amante è single e l’uomo sposato, il gioco degli equilibri si fa più fragile. Il primo tende a investire di più, ma la disparità di vincoli crea inevitabilmente tensioni e gelosie. Psicoterapeuti come Lawrence Josephs hanno evidenziato come la presenza dell’altro, libero da legami ufficiali, venga percepita come più minacciosa, potenzialmente in grado di destabilizzare il sistema famiglia.

Molti di questi legami nascono in contesti lavorativi, dove la quotidianità dell’incontro e l’“occasione” favoriscono la costruzione di intimità e confidenza. Luoghi anonimi, ma carichi di aspettative inconsce: qui la trasgressione prende corpo, tra complicità celate e il rischio sottile della scoperta.

Quanto dura la passione in una relazione extraconiugale: durate tipiche e fattori che la prolungano

Durate riportate: 5–10 anni, >15 anni, decenni

La narrativa popolare tende a relegare le storie clandestine a brevi fiammate, ma le osservazioni cliniche e le testimonianze di psicologi raccontano altro. Numerosi rapporti d’amante si consolidano per periodi insospettabilmente lunghi, tra i 5 e i 10 anni, in alcuni casi superando i 15 anni e – benché meno frequente – talvolta attraversando addirittura i decenni.

Questi dati non derivano da semplici sondaggi, ma da costellazioni di casi raccolti in studio, laddove la discrezione del terapeuta consente agli individui di raccontarsi senza il filtro del giudizio. Il fenomeno delle relazioni “a fianco” della vita matrimoniale getta luce su un accordo non scritto che, paradossalmente, appare più solido delle promesse ufficiali.

Fattori che prolungano o spengono la passione (figli, tacito accordo, rinforzo intermittente)

Perché queste storie resistono al tempo? I figli rappresentano un potente argine: il timore di compromettere la stabilità familiare porta a rinviare costantemente ogni decisione definitiva. Il tacito accordo tra le parti – “fino a che dura, va bene così” – permette di rilassare aspettative e paure, evitando conflitti laceranti.

Un ruolo cruciale spetta al rinforzo intermittente: l’alternanza tra incontri appassionati e periodi di forzata distanza genera una sorta di dipendenza, con picchi di intensità impossibili da riprodurre nella normalità. Eppure, anche la passione più accesa tende a spegnersi se viene meno il brivido, se la routine prende il sopravvento o se gli ostacoli – figli, difficoltà economiche, giudizio sociale – appaiono insormontabili.

Come si comporta l’amante quando è innamorato: segnali, fasi e profili psicologici

Fasi tipiche (Carder): attrazione, entanglement, destabilizzazione

Un modello sempre più utilizzato per comprendere lo sviluppo di queste relazioni è quello delle quattro fasi di David Carder: attrazione iniziale, entanglement (un groviglio emotivo difficile da sciogliere), destabilizzazione (fase in cui la vita normale appare insoddisfacente) e, spesso, l’inevitabile resa ai limiti imposti dal contesto.

In altre letture, le tappe si riducono a tre: la scoperta euforica, il legame profondo, e il graduale confronto col reale e con le promesse rimandate. In ogni caso, ciò che distingue un amante innamorato da uno semplicemente appagato è la propensione a scardinare confini: tentativi, talvolta disperati, di modificare la realtà per ottenere il partner ‘a tempo pieno’.

Segnali comportamentali: breadcrumbing, richieste di impegno, gelosia

I segnali di un amante realmente coinvolto non sfuggono a un occhio attento: oltre al calore degli incontri, emergono breadcrumbing – piccole briciole di attenzione lasciate per mantenere viva la speranza – e richieste esplicite di maggior tempo, presenza o addirittura mutamento dello stato attuale.

Non manca la gelosia, spesso declinata in silenzi, domande indirette o blackout nei momenti più critici. Alcuni cedono alla dipendenza affettiva, accettando la propria posizione subalterna pur di non perdere la relazione. Il ripetersi dei cicli di avvicinamento e allontanamento, l’angoscia del ‘quando la finirai davvero?’ e la tentazione costante di negoziare la promessa della separazione, diventano cifra quotidiana.

Quanto è probabile che un uomo sposato lasci la moglie per l’amante in Italia: evidenze e limiti dei dati

Prevalenza di infedeltà: 45% ha tradito almeno una volta (Italia)

I dati raccolti in Italia suggeriscono che il 45% degli uomini ammette di aver tradito almeno una volta, segno di una diffusione ben più ampia del fenomeno di quanto si sia disposti a confessare pubblicamente. Tuttavia, va chiarito che tale cifra si basa su autodichiarazioni e non distingue tra brevi “scappatelle” e relazioni parallele di lungo corso.

Lo stereotipo del “capro espiatorio”, tipicamente riservato all’amante, tende a semplificare il discorso: difficile, invece, quantificare quanto queste storie rappresentino davvero un secondo amore pronto a diventare ufficiale.

Limiti: assenza di studi specifici su percentuale che realmente lascia la moglie

Purtroppo, non esistono ricerche specifiche in Italia per rispondere alla domanda più spinosa: quanti abbandonano davvero la famiglia per ricostruirsi una vita con l’amante? I limiti metodologici e la mancanza di database dedicati impediscono di offrire numeri affidabili.

Diverse testimonianze di psicoterapeuti e analisi qualitative, tuttavia, convergono su un punto: la promessa di lasciare la moglie per l’amante resta spesso inattuata, bloccata da ostacoli pratici (figli, situazione economica, reputazione) e dal naturale attaccamento all’equilibrio costruito. Il meccanismo del “non è mai il momento giusto” si ripete negli anni, lasciando spesso la relazione sospesa.

Perché le relazioni clandestine sembrano più intense: teoria dell’arousal e dinamiche emotive

Errore di attribuzione dell’arousal (Dutton & Aron, 1974)

Un nodo cruciale nella percezione di maggiore intensità delle relazioni extraconiugali si trova nella teoria dell’errore di attribuzione dell’arousal formulata nel 1974 da Dutton e Aron. In quell’esperimento, le emozioni prodotte dal rischio – il brivido della segretezza, la paura della scoperta – venivano confuse col sentimento d’amore. L’adrenalina della trasgressione agisce così da potente amplificatore dell’attrazione, rendendo tutto più urgente, indimenticabile.

Rinforzo intermittente e segreto come moltiplicatori di intensità

Oltre al rischio, il segreto e la rarefazione dei momenti condivisi strutturano incontri quasi epifanici per chi li vive. Il rinforzo intermittente – l’irregolarità dei rinforzi positivi – opera come un meccanismo di dipendenza: si attende, si soffre e, infine, si gode di un appagamento che appare superiore alla norma, anche se frutto di un semplice gioco di privazione e compensazione.

La privacy, apparentemente vantaggiosa, toglie il peso delle responsabilità pubbliche, lasciando spazio a un’intimità idealizzata, protetta da occhi esterni.

Indicatori pratici per valutare se una relazione extraconiugale evolverà verso un impegno

Presenza di ostacoli concreti (figli, economici, sociali)

Non esistono regole universali, nel campo delle relazioni clandestine; ogni storia fa storia a sé. Tuttavia, dalla clinica emergono alcuni indicatori utili: la presenza di figli, la complessità di situazioni economiche condivise e la pressione del contesto sociale riducono in modo tangibile la probabilità di un esito stabilizzante, anche quando la passione pare inscalfibile.

La paura di traumi per la prole, il rischio di impoverimento e la condanna sociale – non ultima la perdita di reti di sostegno – pesano sulla bilancia della decisione molto più della semplice attrazione. Psicologi come Carotenuto parlano di “dinamiche di potere” che spesso lasciano l’amante in attesa, in una zona d’ombra dal finale incerto.

Comportamenti del partner: promesse, investimenti emozionali, cambio di ruolo

Particolare attenzione meritano i comportamenti del partner: le promesse ripetute di cambiamento – non sempre seguite dai fatti –, i piccoli o grandi investimenti emotivi (regali, viaggi segreti, confidenze) e l’eventuale passaggio a un ruolo pubblico (“ti presento ai miei amici”, “voglio andare a vivere con te”) rappresentano segnali di una possibile evoluzione verso l’impegno.

L’esperienza clinica, tuttavia, invita alla prudenza: la difficoltà nel chiudere una relazione clandestina non garantisce un lieto fine, ma spesso riflette il bisogno di mantenere un equilibrio tra novità e sicurezza. Un invito, quindi, a rivolgersi a uno psicologo per comprendere meglio la propria posizione e trasformare, se necessario, l’impasse in crescita personale.

Dietro ogni amante o passione che resiste, si cela il desiderio – spesso doloroso – di sentirsi riconosciuti e vivi. Tutto ciò impone uno sguardo attento, sensibile e privo di giudizio.