Secondo lo studio condotto da Ifop su 5000 donne europee (di cui 1000 italiane), le ragioni e le forme dell’infedeltà femminile sfidano gli stereotipi e si espandono ben oltre le mura domestiche, trovando nei social network e nelle chat private un nuovo terreno fertile.
A colpire è come il 49% delle under 25 italiane abbia già sperimentato almeno una forma di tradimento online, indicando quanto il fenomeno sia sempre più intergenerazionale e spesso maturi proprio tra le mani di uno smartphone.
Non è più solo un affaire di corpo, ma una rivoluzione anche nella mente e nel cuore, in cui l’attrazione fisica (motivazione dichiarata dal 55% delle donne italiane che hanno tradito) e la ricerca di bisogni emozionali insoddisfatti si intrecciano con il desiderio di evasione.
Come osserva la docente e psicoterapeuta Zack Carter su Psychology Today: «Le chat digitali abbassano i freni morali, regalando una falsa percezione di sicurezza: il confine dell’infedeltà si confonde proprio lì, dove si è convinti di restare immuni». Un’affermazione che trova conferma nella cronaca e nei tribunali, dove le prove digitali – dai messaggi su Facebook agli SMS – possono decretare la fine di un matrimonio.
Cause principali dell’infedeltà femminile (attrazione, bisogni insoddisfatti, fuga emotiva)
Attrazione fisica come motivazione dichiarata (55%)
Si dice che le storie siano sempre uguali, eppure i numeri ne rivelano la complessità. Fra le 1000 italiane intervistate nello studio Ifop, ben il 55% indica l’attrazione fisica come ragione principale del primo tradimento. Colpisce la sincerità con cui molte rispondono: il bisogno del contatto, la scintilla imprevista, stravolge le intenzioni anche nelle coppie apparentemente solide.
Non di rado, la curiosità fa capolino dove la routine ha appianato ogni sorpresa, rivelando che il desiderio carnale – spesso additato a prurito maschile – è condiviso e legittimo nel vissuto femminile.
La narrazione si complica quando questa attrazione è favorita da nuove presenze digitali: spesso basta un like, una conversazione insistente su Instagram, perché la fantasia conquisti terreno sulla realtà.
In questi territori, la differenza tra la tentazione e il passo compiuto può sciogliersi nell’arco di un messaggio privato, trascinando le donne verso una relazione extraconiugale non tanto per disprezzo della coppia quanto per la forza di un bisogno improvviso e difficile da ignorare.
Bisogni sessuali ed emotivi non comunicati in coppia
Non sempre il tradimento nasce da uno sbandamento fisico. La seconda causa, per ricorrenza, affonda le radici proprio nei bisogni rimasti inascoltati all’interno della relazione. Molte donne, secondo le interviste raccolte, riferiscono una progressiva distanza emotiva con il partner: il senso di non essere viste, ascoltate, desiderate come un tempo, diventa fertile terreno per l’avventura digitalizzata.
Qui l’infedeltà prende la forma di una fuga più psicologica che sessuale. «Cercano altrove quello che manca in casa: comprensione, attenzione, una carezza calda, ma anche la sensazione di essere ancora scelte», spiega una delle intervistate. Il tratto comune resta la carenza di comunicazione sui reali bisogni, specie quelli sessuali: una lacuna che, come osserva Zack Carter, alimenta chat segrete e connection parallele, spesso favorite proprio da piattaforme che legittimano l’incontro, come Gleeden o il nostro Incontri Extraconiugali Italia.
Forme di tradimento: fisico, emotivo, mentale e virtuale
Definizioni e soglie percepite (bacio 83%, sesso orale 88%, sesso occasionale 89%)
Non tutte le infedeltà sono uguali per gravità e significato. Il report Ifop fotografa in modo nitido dove le donne italiane tracciano la linea tra lecito e proibito: per l’83%, un bacio con un altro uomo è già tradimento; percentuale che sale all’88% se si parla di sesso orale, e all’89% per rapporti occasionali. Il criterio si sposta così dalla sola penetrazione – retaggio di un vecchio binarismo coniugale – a una più complessa mappa di atti e intenzioni, ridefinendo la gravità a partire dal contesto emotivo e dalla percezione personale.
Non sfugge la tendenza a soppesare il tradimento fisico nel suo insieme: dal fugace bacio alla vera e propria relazione sessuale, pochi dubbi sull’impatto che questi gesti possano avere sulla tenuta del legame. Quello che muta oggi è la celerità con cui la tentazione diventa azione, grazie a un universo digitale che riduce le distanze e, spesso, i tempi di riflessione.
Tradimento mentale e virtuale (immaginare, pensare, sexting)
Il vero spartiacque si insinua però tra realtà e immaginazione. Per il 51% delle italiane, anche solo fantasticare o desiderare sessualmente una persona diversa dal compagno è già infedeltà. Un dato che sale al 61% se si considera l’atto di masturbarsi pensando a un ex amoroso, mentre addirittura il 67% identifica come tradimento addormentarsi tra le braccia del partner pensando a un altro. Prende corpo così il tradimento mentale, terreno spesso inesplorato ma che, secondo le testimonianze raccolte, logora profondamente il rapporto, forse più di molti gesti fisici.
L’avvento del digitale ha poi modellato nuove forme di infedeltà: il sexting – scambio di messaggi o immagini a contenuto sessuale – viene bollato come tradimento dall’80%. Similmente, per il 78% delle donne, l’invio di un messaggio vocale o diretto su Facebook o Instagram con tono esplicito viene percepito alla stregua di una relazione tradizionale. Con l’aumento delle relazioni puramente virtuali (il cosiddetto amante digitale, di cui si discutono le implicazioni legali ed emotive), i confini si fanno nuovamente sfumati, ampliando il dibattito su cosa significhi davvero essere fedeli.
Ruolo del digitale e dei social: perché i messaggi e le chat generano infedeltà
Senso di ‘non realtà’ e falsa sicurezza
Si potrebbe pensare che le parole digitate su uno schermo valgano meno di quelle sussurrate in una stanza. È qui che si innesta la dinamica segnalata dal saggio di Zack Carter: la naturale propensione a considerare le chat come uno “spazio separato” – esente da conseguenze o responsabilità. La falsa sicurezza che offre l’anonimato digitale incoraggia a ignorare i segnali d’allarme: l’illusione che basta silenziare le notifiche o cancellare la cronologia per cancellare anche la colpa.
Ci si dimentica, però, che la percezione di irrealità abbatte i freni inibitori, facendo sentire «al riparo», come se il tradimento online non contasse davvero. Questo ragionamento, sottolinea Carter su Psychology Today, è alla base dell’escalation dei comportamenti rischiosi nelle relazioni digitali. Una volta abbassata la guardia, le regole saltano: si frequenta la zona grigia dei messaggi privati, di direct e di follow ambiguamente quotidiani – soprattutto verso ex partner o persone attraenti, come nel caso del 25% che considera seguire regolarmente un ex un vero motivo di crisi.
Apertura emotiva facilitata da anonimato/distanza
Raccontare un segreto online è spesso più facile che guardarsi negli occhi. Sono sempre di più le donne che dichiarano di aver instaurato un rapporto emotivo con un amante digitale, senza mai incontrarlo. Persino l’intimità, mediata da uno schermo, può valicare la soglia della fiducia coniugale: dal confine tecnico di un messaggio hot all’abitudine di confidarsi, la pratica di raccontare tutto a uno sconosciuto rappresenta un atto rivelatore.
L’anonimato agevolato da app come Snapchat e la distanza implicita nelle chat private di WhatsApp sono potenti acceleratori. Lungi dal rappresentare solo una valvola di sfogo, l’apertura emotiva può alimentare vulnerabilità e spingere verso rapporti sempre più intensi, in taluni casi mai consumati fisicamente ma ugualmente incisivi. Fenomeni come il ghosting o la doppia vita digitale sono spesso il risultato di una graduale negazione, meccanismo difensivo che perpetua infedeltà prolungate.
Siti di incontri extraconiugali e piattaforme dedicate: chi li usa e perché
Effetto facilitante delle piattaforme sull’incontro extraconiugale
C’è un luogo dove l’infedeltà femminile non viene soltanto tollerata, ma anche esplicitamente incoraggiata: si tratta di piattaforme nate appositamente per le relazioni extraconiugali. La nostra Incontri Extraconiugali Italia una delle più note, pensata su misura per le donne – insieme a realtà come Gleeden e Incontri Extraclub, fornisce uno spazio in cui ogni desiderio, anche il più audace, trova ascolto: niente giudizi, pochi rischi di incappare in conoscenti.
Il boom di iscrizioni tra le under 30 testimonia come il tabù della scappatella stia lasciando terreno a una ricerca attiva – a volte addirittura pianificata – di nuove emozioni.
Le ragioni? Non solo l’insoddisfazione o la fuga dalla realtà, ma anche il desiderio di sperimentarsi fuori dai ruoli imposti dalla società e dalla coppia. La possibilità di mantenere il controllo tramite nickname, chat temporanee e cronologie modificabili abbassa ulteriormente le difese, mentre la reperibilità di partner interessati trasforma il tradimento da eventualità rara a opzione a portata di click.
Percezione, stigma e conseguenze sociali e legali dell’infedeltà
Bias di genere: donne giudicate più severamente
Se la parità in amore resta ancora un orizzonte lontano, il giudizio sulla infedeltà femminile si fa ancora più spietato. Le evidenze raccolte nei report rivelano come, in Italia, le donne siano socialmente giudicate più duramente rispetto agli uomini per lo stesso tipo di errore. L’eco della “ragazza facile” e della “madre colpevole” sopravvive ai decenni, affondando le radici in una cultura che continua a interpretare il tradimento come prerogativa maschile.
A nulla vale il dato che, proprio in Italia, siano i maschi a registrare il tasso più alto di infedeltà in Europa: la morale pubblica si accanisce ancora preferibilmente sulla controparte femminile. Il dibattito tra “corpo vs cuore” è qui più acceso che mai, e bias di genere riescono spesso a condizionare le future scelte di confessione, espiazione o vendetta.
Prove digitali in tribunale (Facebook, sms, sentenze)
L’era dei biglietti clandestini è ormai alle spalle: oggi, giurisdizioni diverse accolgono i contenuti digitali come vere e proprie prove processuali. Il 75% delle separazioni citate nei tribunali statunitensi riportano Facebook come causa scatenante. In Italia, la Cassazione non è rimasta a guardare: una sentenza della Corte d’Appello di Milano ha riconosciuto gli SMS con l’amante come prova concreta di infedeltà, abilitando l’uso delle chat nei giudizi patrimoniali e sulla potestà genitoriale.
Similmente, la semplice lettura dei DM instaura un conflitto che può scendere sui banchi del tribunale. La digitalizzazione degli indizi – notifiche silenziate, cronologie cancellate – non fa che moltiplicare gli strumenti di controllo (e di accusa), lasciando poco spazio all’ambiguità.
Cosa fare: prevenzione, gestione e scelta di confessare
Consigli pratici (evitare follow, telefonare, comunicare bisogni)
Anticipare la crisi, più che arginarla. Ecco il messaggio trasversale lanciato sia dagli esperti che dalle testimonianze. La prima strategia è evitare follow e chat private con persone particolarmente attraenti o con cui si è avuta una storia: un gesto semplice, che elimina numerose tentazioni già in partenza.
Seguono altre accortezze poco intuitive, ma fondamentali: prediligere le telefonate rispetto ai messaggi testuali, così da reintegrare la “voce” (che simboleggia realtà, presenza), e dedicare spazio al racconto dei propri bisogni sessuali al partner prima che sia troppo tardi.
La prevenzione passa anche controllo proattivo dei limiti digitali: limitare le chat notturne, evitare di silenziare notifiche o nascondere la cronologia, essere trasparenti su nuove amicizie incontrate online. Se l’urgenza passionale rimane, è preferibile prendersi un tempo di riflessione, magari soppesando le conseguenze non solo personali, ma anche legali e sociali.
Quando confessare: senso di colpa e risorse della coppia
Il dilemma della confessione si presenta in modo inaspettatamente individuale. Nella maggior parte dei casi emerge un acuto senso di colpa, alternato però alla paura della fine della relazione e dello stigma sociale. L’urgenza di “dire tutto” cresce quando la passione extraconiugale si trasforma in sofferenza cronica, segnalando che – alla base di ogni scelta – c’è la reale capacità della coppia di ricostruire fiducia e complicità.
Se la relazione è fragile, la confessione può rappresentare rottura definitiva; se invece dispone di risorse, la condivisione e il confronto possono portare a una fase nuova, spesso più autentica, anche se dolorosa. In entrambi i casi, la gestione del tradimento – fisico o digitale che sia – resta un banco di prova per l’equilibrio tra autonomia personale e rispetto dell’altro: una dinamica antica, oggi più che mai amplificata dai riflessi ingrandenti del digitale.
In conclusione, il tradimento si è trasformato in un fenomeno sempre più sfaccettato, dove la tecnologia è complice e testimone. Prevenire l’infedeltà femminile non significa solo blindare telefoni o inibire la curiosità, ma soprattutto investire nella comunicazione reale: i bisogni (sessuali o emozionali che siano) vanno ascoltati e raccontati prima che diventino crepe incolmabili. Oggi più che mai, raccogliere il coraggio di dialogare può rappresentare la vera rivoluzione contro la tentazione della doppia vita.










