Il tradimento all’interno di un matrimonio resta uno degli interrogativi più discussi e complessi delle relazioni moderne. Secondo i dati più recenti, tra il 10% e il 20% delle persone coinvolte in una relazione stabile ammette di avere avuto almeno una volta una relazione extraconiugale; tale percentuale sale fino al 25% nelle coppie di lunga data.
Le cause riconosciute dagli specialisti intrecciano insoddisfazione nella relazione, bassa autostima, povertà emotiva, noia e ragioni legate sia alla psiche personale sia al contesto sociale, storico e culturale. Comprendere queste motivazioni è cruciale non solo per chi vive un’esperienza simile, ma anche per orientare le scelte future di chi si trova a un bivio emotivo importante.
Motivi relazionali: perché una moglie può tradire per insoddisfazione o solitudine
Insoddisfazione nella relazione, povertà emotiva, senso di solitudine
Dal punto di vista clinico, uno dei cardini delle scelte extrarelazionali è l’insoddisfazione nella relazione. La Dott.ssa Tiziana Corteccioni osserva come la distanza emotiva all’interno della coppia possa scavare un solco silenzioso, in cui il bisogno di sentirsi comprese e ascoltate viene meno.
Accade che, pur vivendo sotto lo stesso tetto, si sperimenti una profonda solitudine emotiva, causa frequente di infedeltà. Qui la donna si muove spesso tra rimpianti e desideri, in cerca di dialogo vero, empatia e attenzioni. Quando questi elementi scarseggiano, l’attrazione per una terza persona può fungere da appiglio per recuperare quella vitalità emozionale che la routine aveva sopito. La clinica documenta casi in cui la mancanza di intimità sia più difficile da sopportare di una concreta crisi sessuale.
Routine e noia nelle coppie datate
L’esperienza della noia e una routine ormai svuotata di slanci rappresentano variabili ad alto rischio, specie per le coppie durature. Le osservazioni di Alberto Caputo sottolineano che il ripetersi degli stessi gesti, la prevedibilità delle giornate e la scomparsa delle sorprese possono rendere la relazione vulnerabile. Un rapporto in cui nulla cambia finisce col ricordare un binario spento e senza uscite.
Così, la ricerca di emozioni nuove può diventare una via di fuga, anche impulsiva, e spesso la scintilla si accende nei luoghi più insospettabili, proprio quando la stasi sembra definitiva. L’abitudine, a lungo andare, porta a una sorta di disaffezione che espone la coppia a una crisi silenziosa, in cui il tradimento si trasforma talvolta nell’unico modo di sentirsi ancora vive.
Motivi sessuali: mancanza di passione o ricerca di sesso al di fuori del matrimonio
Mancanza di passione/attività sessuale
Nel panorama delle ragioni addotte, la mancanza di passione svolge un ruolo centrale. Studi clinici e dati raccolti anche dalla piattaforma GuidaPsicologi confermano che l’assenza di desiderio, la scarsa propensione all’iniziativa o un calo prolungato dell’attività sessuale accendono, specie nella donna, la consapevolezza di non essere più desiderate. L’insoddisfazione della sfera erotica non di rado spinge la moglie verso la ricerca di nuove esperienze, in grado di sollecitare sensazioni dimenticate. La povertà emotiva, qui, si intreccia con la ricerca di stimoli: il bisogno di sentirsi attraenti, desiderate, vibranti risveglia la curiosità verso l’ignoto.
Desiderio di solo sesso o differente visione della monogamia
Non mancano i casi in cui la scelta di uscire dai confini della monogamia sia calcolata e condivisa solo con se stesse. Alcune donne, insoddisfatte dalla routine o da una relazione spenta, scelgono consapevolmente di vivere rapporti extraconiugali per esclusivo piacere fisico, sperimentando una modalità di intendere la relazione affine a quanto avviene in altre culture o nell’immaginario maschile.
La Dott.ssa Tiziana Corteccioni sottolinea come, in altre situazioni, la divergenza tra partner riguardi proprio l’ideale della coppia: per alcuni la monogamia appare un vestito troppo stretto, che non tiene conto delle evoluzioni personali né dei cambiamenti individuali vissuti nel corso degli anni.
Motivi personali e psicologici: autostima, disagio e bisogni emotivi
Bassa autostima, ansia, depressione
L’approfondimento psicologico mette spesso in luce fattori come bassa autostima e oscillazioni dell’umore alla base di numerose storie di infedeltà. Secondo i dati raccolti sia dalla piattaforma IES sia dagli interventi di GuidaPsicologi, il bisogno di ricevere conferme esterne aumenta esponenzialmente nelle persone che attraversano fasi di ansia, depressione o vulnerabilità emotiva.
Si tratta di donne che, pur dichiarandosi legate affettivamente al marito, sentono il bisogno di colmare un vuoto profondo che la relazione primaria non riesce più a riempire. Il riconoscimento, il sorriso, l’ammirazione di un altro rappresentano una scorciatoia potente verso un’autostima che, altrimenti, resterebbe fragile. Secondo la letteratura recente, soffrire di disagio psicologico espone a un rischio più alto di intraprendere relazioni parallele, spesso senza pianificazione né reale consapevolezza.
Ricerca di conferme e vulnerabilità individuali
L’identikit tratteggiato dagli specialisti come Dott.ssa Tiziana Corteccioni e Alberto Caputo rimanda a vissuti di insicurezza: a volte basta una parola sbagliata, una delusione o il semplice sentimento di invisibilità domestica per generare la voglia di guardarsi altrove. In questi casi, la ricerca di conferme non si esplicita solo nella sfera sessuale; si tratta, piuttosto, di un tentativo di rivendicare uno spazio, un’identità, una centralità perse fra i doveri familiari o nella polvere della quotidianità.
La vulnerabilità individuale, alimentata da esperienze pregresse, può funzionare da detonatore, facilitando la connessione emotiva verso qualcuno estraneo alla relazione ufficiale.
Motivi intenzionali: vendetta, seduzione, incapacità di chiudere la relazione
Vendetta per tradimento subito
In alcuni casi, la donna decide di tradire come gesto pianificato di risposta a un’offesa subita. Emerge così ciò che la letteratura definisce come tradimento-ritorsione: la scoperta di infedeltà del coniuge, l’umiliazione, il sentirsi sminuita accendono il desiderio di pareggiare i conti.
Gli esperti riportano che «ripagare con la stessa moneta» rappresenta una delle motivazioni più cariche di rabbia latente, spesso irrisolta. La volontà di «ferire» chi ci ha fatto soffrire domina la scena, senza per questo risolvere la frattura relazionale. È un atto che non guarisce la ferita primaria, e anzi rischia di peggiorare la qualità emotiva della relazione stessa.
Comportamento da seduttrice o uso del tradimento come strategia
Segnalano ancora i terapeuti come, non di rado, il tradimento venga vissuto come una sorta di gioco di potere. Alcune donne sperimentano soddisfazione nell’assumere il ruolo di seduttrici: il piacere di conquistare, di sentirsi cercate e corteggiate, compensa lacune autostimanti e rappresenta una fonte immediata di gratificazione personale.
Altre, ancora, faticano ad affrontare la fine della relazione ufficiale e scelgono di mettere in atto l’infedeltà come via di fuga: il rapporto extra diventa una sorta di traghettamento verso la separazione, un modo per evitare il confronto diretto con il partner, evidentemente troppo doloroso.
Fattori culturali, biologici e statistici che influenzano il tradimento femminile
Ruolo della cultura e dei giudizi di genere (Eurodap, storia normativa)
Le stesse motivazioni relazionali e psicologiche assumono contorni diversi in funzione della storia personale, ma anche del contesto culturale. Un elemento spesso trascurato, ma fondamentale, riguarda i giudizi sociali: il 70% degli intervistati nel sondaggio Eurodap ritiene ancora che l’infedeltà maschile sia più comprensibile di quella femminile.
Fino al 1981, infatti, il codice italiano prevedeva il diritto d’onore, che in caso di infedeltà femminile legittimava reazioni violente. La pressione sociale e il rischio di stigma hanno per lungo tempo indotto le donne a tacere le proprie emozioni e desideri extraconiugali. Serve attendere la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta e Settanta perché si affermino modelli relazionali più paritari, riducendo (ma non azzerando) la vergogna e la colpa associate al tradimento femminile.
Ipotesi genetica (Utrecht University) e dati di prevalenza
Recenti ricerche della Utrecht University ipotizzano anche una componente biologica: alcune varianti genetiche – ancora al vaglio della comunità scientifica – sembrano predisporre all’infedeltà. Resta il fatto che, nonostante il permanere di bias sociali, i numeri raccontano di una realtà ormai diffusa: fino al 20-25% delle donne in coppia dichiara di aver tradito almeno una volta, specie dopo dieci anni di relazione. È il riflesso non solo di cambiamenti culturali, ma anche di dinamiche profonde che sottendono a bisogni spesso inascoltati.
Si può amare e contemporaneamente tradire? Sentimenti, colpa e comportamenti post-tradimento
Contraddizione amore-infrazione: sensi di colpa e razionalizzazione
Una delle domande che risuonano con più forza nei consulti psicologici verte sulla compatibilità fra tradire e provare ancora amore per il proprio partner. «Succede più spesso di quanto si possa credere», conferma la Dott.ssa Tiziana Corteccioni: il cuore vive la contraddizione, restando ancorato alla quotidianità familiare, ma senza rinunciare a emozioni nuove, legate alla trasgressione. Il senso di colpa può essere schiacciante: ansia, irritabilità, insonnia e pensieri ricorrenti pesano come macigni, portando la donna a strategie di minimizzazione e razionalizzazione.
Si cerca di convincersi che «non cambia nulla» oppure si spiega l’accaduto definendolo «solo un incidente»; tuttavia, il conflitto interno rimane, nonostante ogni tentativo di autoassoluzione.
Comportamenti per nascondere la doppia vita e loro costi emotivi
Portare avanti una doppia vita implica costi elevatissimi, come riecheggia la casistica degli studi di Yalch et al (2022). Il tentativo di nascondere messaggi, mail o incontri clandestini richiede uno sforzo continuo: la fatica cresce di giorno in giorno, gravando sull’equilibrio psichico ed emotivo. Si osservano comportamenti evitanti, irritabilità crescente, difficoltà di concentrazione. Gli effetti psicologici possono protrarsi a lungo, anche nel caso in cui la relazione parallela venga interrotta, influenzando la qualità della vita e la serenità familiare.
Segnali, conseguenze e come affrontare il tradimento (comunicazione e terapia)
Segnali di crisi e riconoscimento dell’infedeltà
Riconoscere che la propria relazione è in una fase critica non è sempre semplice. Secondo gli specialisti segnali da non sottovalutare sono: crescente distanza emotiva, calo o cambio delle abitudini affettive, segretezza inspiegabile, irritabilità improvvisa, ma anche una ritrovata concentrazione sull’aspetto fisico o sull’immagine.
Alcuni di questi comportamenti possono annunciare una fase di disagio che, se trascurata, apre le porte al tradimento come valvola di sfogo. La capacità di cogliere questi segnali in tempo rappresenta il primo passo per intervenire e ricostruire le basi della fiducia.
Ruolo della terapia di coppia/individuale e ricerca di supporto professionale
Secondo la posizione unanime di esperti solo una comunicazione autentica e la disponibilità ad affrontare insieme le ragioni profonde del malessere possono avviare un percorso di ricostruzione. La terapia di coppia (o, quando necessario, individuale) offre un’occasione unica per comprendere le vulnerabilità e i bisogni inespressi che si celano dietro l’infedeltà.
È consigliabile coinvolgere uno specialista già ai primi segnali di crisi, per evitare danni irreparabili o decisioni impulsive. La letteratura clinica, conferma che l’accesso guidato a percorsi di supporto può tutelare tanto il benessere individuale quanto la qualità della relazione, limitando i rischi di trauma e disagio duraturo.
Il tradimento non è, e non può essere, una soluzione al disagio relazionale: dietro ogni infrazione si nascondono emozioni, bisogni e, spesso, sofferenze non espresse. Solo accettando la complessità personale e sociale del fenomeno e scegliendo con coraggio la strada del dialogo, magari guidati da un professionista, è possibile ridare dignità e serenità tanto a sé stessi quanto alla coppia.








